Votare fuori sede al Referendum sulle trivelle del 17 Aprile 2016: ecco come

MafaldaAncora una volta siamo arrivati all’appuntamento elettorale senza che per gli elettori in mobilità ci sia una legge che ne garantisca il diritto di voto a meno di non dover mettere mano al portafoglio con cospicui esborsi di denaro.

Ma per il Referendum una possibilità di votare senza per forza dover tornare esiste, come abbiamo spiegato in questo post in occasione dei Referendum del 2011 quando votarono in questa maniera ben 80.000 persone.

Quanto scritto allora vale anche in questa occasione.

Per poter essere delegati potete riempire uno di questi due moduli: riempitene soltanto uno per non essere delegati due volte e sottrarre posti ad altri.
Uno è gestito dal Collettivo Studenti per l’ambiente e l’altro dall’UDU , in collaborazione col Comitato nazionale NOTriv.

Modulo Collettivo Studenti per l’ambiente

Modulo UDU

Nonostante quanto scritto sui moduli, il modulo può essere riempito da ogni cittadino, non è necessario essere studente ( riempite dove vi chiedono quale università frequentate con la qualifica lavoratore o altro).

Fate girare il più possibile!

P.S. Per qualsiasi altro dettaglio su tempistiche e modalità in cui avverrà la delega contattare direttamente attraverso le pagine facebook gli Studenti per l’ambiente o l’UDU perché gestiscono loro tutto il flusso delle richieste ed Iovotofuorisede non è coinvolto in nessun modo in questa attività.

Come votare dall’estero al Referendum sulle trivelle del 17 Aprile 2016

trivCome è noto il 17 aprile 2016 si terrà il Referendum popolare abrogativo contro le trivelle nel Mar Mediterraneo.

Grazie alla nuova norma che siamo riusciti a far introdurre nella nuova legge elettorale (legge 6 maggio 2015, n. 52), per la prima volta nella storia della Repubblica sarà possibile votare per corrispondenza anche per chi si trova temporaneamente all’estero e non è iscritto all’AIRE.

Ma attenzione: per chi voglia esercitare il proprio diritto di voto c’è la scadenza del 26 febbraio da rispettare come data ultima per presentare la richiesta di voto con questa modalità.
In questa comunicazione del Ministero degli Esteri che riportiamo integralmente sono riportati tutti i dettagli: ( Visualizza tutto… )

#iovotopendata: una campagna da sostenere

iovotopendata_shareCome Comitato Iovotofuorisede non possiamo dimenticare che la nostra storia è iniziata dall’analisi dei dati del MIUR liberamente consultabili da tutti attraverso l’apposito sito dell’Anagrafe degli Studenti.
Proprio per la consapevolezza dei numeri in gioco portiamo avanti questa battaglia dal 2008.

Perciò quando i fantastici amici di OpenDataSicilia hanno lanciato l’appello a tutti i candidati alle prossime comunali del 30 Maggio affinché prendano l’impegno pubblico a rilasciare i dati delle Amministrazioni in formato aperto nel caso fossero eletti, non abbiamo potuto che appoggiarlo con tutta la nostra convinzione.

L‘appello di ODS è già stato clonato ed esteso ai candidati di Puglia e Basilicata e speriamo che si diffonda presto in tutta Italia visto che sono tantissime le Amministrazioni locali e regionali interessate da elezioni.

Vi invitiamo a diffondere il più possibile l’appello tramite gli hashtag che trovate sul sito e sopratutto a chiedere ai candidati del vostro territorio di aderire pubblicamente.
Siamo noi i primi protagonisti di quella rivoluzione gentile di cui questo paese ha bisogno: da dati aperti e trasparenti non possono che partire politiche realmente nell’interesse dei cittadini e della collettività, interesse che invece troppo spesso rimane disatteso come chi non può votare a causa di un vuoto legislativo ben sa.

A che serve una legge elettorale senza il diritto di voto?

firma renziOggi è stata definitivamente emanata la legge elettorale.
Il Governo esulta perchè è riuscito a fornire ai cittadini un nuovo strumento per esprimere il voto. Ma noi davvero no, non riusciamo ad accodarci a questa esultanza.
Sì è vero, rispetto al passato c’è una novità, un piccolo passetto in avanti: da oggi in poi con questa legge elettorale anche chi si trova temporaneamente all’estero potrà votare per corrispondenza come gli altri italiani residenti stabilmente all’estero.
E’ un risultato importantissimo per le decine di migliaia di italiani che si trovano in questa condizione ed è stata una battaglia vinta grazie anche al lavoro svolto dal nostro Comitato.
Ma è stata la montagna che ha partorito il topolino: il Governo aveva promesso che avrebbe inserito nella legge elettorale il meccanismo per garantire il diritto di voto ai cittadini in mobilità in Italia. E non l’aveva promesso in tivù o in campagna elettorale, l’aveva promesso a noi su questo blog e sopratutto davanti al Parlamento.
Così non è stato, e ancora una volta la politica si è dimostrata incapace e inconcludente nel dare risposta alle più semplici ed elementari richieste dei cittadini.
Si è deciso che tenere fuori dalla democrazia un milione di persone non fosse una priorità da dover affrontare.
Mi aspetto che il gruppo interparlamentare, che nei mesi scorsi si è costituito in appoggio alla nostra richiesta, si prenda carico di questa responsabilità, e presenti un apposito ddl da far approvare nei due rami del Parlamento prima delle prossime elezioni, così come hanno pubblicamente dichiarato  alcuni componenti di questo gruppo al momento della bocciatura del nostro emendamento.

Bonomo

Purtroppo io e oltre un milione di persone, in massima parte giovani studenti e lavoratori in mobilità, siamo esclusi dalla democrazia e non riusciamo più a considerare credibili delle istituzioni che, dopo 7 anni di innumerevoli promesse e rassicurazioni su questo, non riescono a trovare la forza e la decisione per dare una risposta ad una domanda così elementare come quella del diritto di voto.
Faccio appello ai Parlamentari affinché sentano l’urgenza e la necessità di smentirci e di restituire un senso e una dignità alla loro appartenenza a quell’emiciclo presentando al più presto un ddl che sani questo vulnus inaccettabile e odioso del nostro Stato.

In attesa di risposta

Stefano La Barbera
Presidente Comitato Iovotofuorisede

Legge elettorale: Iovotofuorisede, GD e ANFE chiedono di approvare gli emendamenti per il voto in mobilità

Limagesunedì 26 gennaio riprenderà la discussione della legge elettorale e verranno affrontati gli emendamenti sul tema del diritto di voto in mobilità.

Si tratta di una riforma che i comitati e le associazioni chiedono da anni: l’Italia, ancorata ad una legge del 1957 che non è stata mai più aggiornata, non prevede la possibilità per i suoi cittadini che vivono lontano dal proprio luogo di residenza di poter votare a distanza, a differenza di molti altri Paesi europei che hanno risolto da tempo la questione sperimentando varie modalità tecniche.

I senatori hanno depositato due emendamenti che rispondono a queste esigenze. Sono entrambi del PD: uno del senatore Roberto Cociancich, che permetterà ai cittadini italiani che si trovano temporaneamente all’estero, studenti Erasmus in testa, di poter votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero;  l’altro del senatore Francesco Russo, che consentirà ai cittadini che sono domiciliati in Italia, ma in una città che si trova fuori dalla propria regione di residenza, di votare in un seggio speciale presso le Prefetture. ( Visualizza tutto… )

Legge elettorale: all’esame gli emendamenti Russo per il voto in mobilità

RussoVerranno discussi nelle prossime ore gli emendamenti 1.0.12002, 1.0.12003, 1.0.12004 alla legge elettorale depositati dal senatore Francesco Russo (PD) che restituirebbero ad oltre un milione di cittadini il loro sacrosanto diritto al voto.

Dopo l’impegno ufficiale del Ministro Boschi davanti alla Camera dei Deputati nel marzo scorso, le rassicurazioni fatteci su questo blog e in occasione di incontri istituzionali successivi, il Governo si gioca la sua credibilità futura: questo è il banco di prova su cui mostrerà la reale volontà di risolvere una questione che è aperta da troppi anni.

Abbiamo compiuto tutti i passi necessari a raggiungere l’obiettivo interessando anche le più alte cariche istituzionali, ulteriori promesse di risoluzione della questione in un futuro prossimo che non arriverà mai equivarranno soltanto ad una dichiarazione di mancanza di volontà politica da parte del Governo nella soluzione dei problemi che riguardano i cittadini normali.

E sopratutto oggi capiremo se questo Governo è davvero qui per fare le riforme che abbiamo aspettato fino ad oggi o, viceversa, se per fare soltanto delle promesse che non avranno ormai più alcuna credibilità.

Ora è compito di questo Governo decidere come qualificarsi.
Nei fatti.

 

Il Governo conferma l’attenzione per il diritto di voto in mobilità

La Presidenza del Consiglio dei Ministri dove si è svolto l'incontro

La Presidenza del Consiglio dei Ministri dove si è svolto l’incontro

Nel corso dell’incontro con il Capo Gabinetto del Ministero delle Riforme, Cons. Roberto Cerreto tenutosi lo scorso 1 dicembre, è emersa una conferma dell’attenzione da parte del Governo sulla questione sollevata dal Comitato Iovotofuorisede.

“E’ evidente la necessità di una proficua collaborazione tra le varie istituzioni coinvolte per raggiungere l’obiettivo nei tempi stretti che la riforma elettorale impone – ha dichiarato Stefano La Barbera, presidente del Comitato Iovotofuorisede – Siamo consapevoli che un ruolo primario lo giocherà nelle prossime settimane il lavoro svolto dalla Commissione Affari Costituzionali presieduta dalla senatrice Anna Finocchiaro, relatrice della riforma della legge elettorale in questo momento in discussione, che in quanto siciliana conosce molto bene il fenomeno del pendolarismo di lungo raggio a cui questo provvedimento vuole dare una risposta. Rivolgiamo, quindi, a lei il nostro appello affinché, sotto la sua guida, si possa rispondere prontamente e definitivamente ad una domanda di democrazia ancora inevasa. La società civile chiede con forza questo provvedimento ormai da molto tempo: il nostro Comitato ha lanciato già dal 2009 una petizione on-line che ha superato le 14.000 firme“.

“Noi Giovani Democratici siamo impegnati in prima linea in questa battaglia per allineare la nostra democrazia agli standard europei: l’Italia rimane tra i pochi Paesi europei che non garantiscono il diritto di voto in mobilità ai suoi cittadini, sia all’interno del territorio nazionale sia all’estero. Siamo pronti a dare il nostro appoggio operativo al Comitato Iovotofuorisede con i quali a breve lanceremo una campagna mediatica apposita per raggiungere questo importante obiettivo” ha aggiunto Michele Masulli, responsabile Esteri dei Giovani Democratici.

Incontro presso il Ministero delle Riforme

Il Ministro delle Riforme MariaElena Boschi

Il Ministro delle Riforme MariaElena Boschi

Lunedi 1 dicembre Iovotofuorisede verrà ricevuto dal Capo Gabinetto del Ministero delle Riforme.
Dopo il sostegno manifestatoci dal Presidente del Senato Pietro Grasso, anche il Governo dimostra di voler dare un primo seguito alle promesse fatte a marzo scorso dal Ministro Boschi in Parlamento e direttamente a noi con una mail pubblica.
Durante l’incontro chiederemo che il voto in mobilità venga garantito per tutti i cittadini italiani sia in Italia che all’estero come avviene praticamente in  tutte le moderne democrazie e che venga inserito nella legge elettorale di prossima discussione al Senato vista la convergenza di tutte le forze politiche sul tema e che non vi è motivo alcuno per rimandare ulteriormente questa riforma.
Insieme a Stefano La Barbera, presidente del Comitato, sarà presente anche Michele Masulli, responsabile esteri dei Giovani Democratici che sostengono le nostre richieste e si sono già mobilitati con una campagna di sensibilizzazione presso tutti i loro circoli territoriali.

Il presidente del Senato sostiene Iovotofuorisede

Il presidente del Senato Piero Grasso con Stefano La Barbera e Francesco Bertolino

Il presidente del Senato Piero Grasso con Stefano La Barbera e Francesco Bertolino

Il Presidente del Senato Piero Grasso ha ricevuto Stefano La Barbera, presidente del Comitato Iovotofuorisede, e Francesco Bertolino, in ordine all’introduzione del meccanismo di voto anticipato per i cittadini che si trovano lontani dalla propria residenza durante i periodi elettorali.
Durante l’incontro é stato condiviso con il Presidente Grasso il percorso fin qui compiuto dal Comitato ed egli ha espresso l’auspicio che il lavoro parlamentare attualmente in corso sulla legge elettorale, in collaborazione con i ministeri dell’Economia e dell’Interno diano risposta a questo vero e proprio vulnus costituzionale che affligge l’Italia, ormai unico paese in Europa a non garantire forme di voto per i propri cittadini in mobilità.
Ringraziamo il Presidente Grasso per l’attenzione dimostrata e l’opportunità concessaci. E’ importantissimo che la seconda carica dello Stato riconosca la necessità di adeguare il nostro ordinamento ai cambiamenti che la società moderna richiede.
L’inserimento in legge elettorale del diritto di voto in mobilità é un provvedimento che andrebbe a garantire il diritto di voto per oltre un milione di cittadini che per motivi puramente logistici sono di fatto esclusi dalla vita democratica del nostro paese.
Faremo partire a breve una campagna di mobilitazione permanente finché non avremo le risposte che ci attendiamo da parte del Parlamento e del Governo.
Stay tuned!
( Visualizza tutto… )

Il Presidente del Senato riceve Iovotofuorisede

Il Presidente del Senato Piero Grasso

Venerdì 21 novembre il Presidente del Senato Piero Grasso riceverà a Palazzo Madama una delegazione di IOVOTOFUORISEDE composta da Stefano La Barbera e Francesco Bertolino.
Il senatore Piero Grasso è il presidente dell’Assemblea che si occuperà nelle prossime settimane della legge elettorale: è un segnale di primaria importanza che abbia deciso di riceverci per ascoltare il nostro appello a incardinare il diritto di voto in mobilità nella nuova legge elettorale che l’Assemblea da lui presieduta si appresta a varare.
Durante l’incontro consegneremo al Presidente l’emendamento che renderebbe possibile il voto in mobilità e gli faremo presente gli impegni presi in tal senso dal Governo a Marzo 2014 durante il primo passaggio della legge elettorale alla Camera.